La localizzazione di un contratto è richiesta nel caso in cui la trattativa si inserisca in un contesto internazionale. La contrattualistica nel business è un momento cruciale per un’azienda interessata a espandersi all’estero e a trattare con mercati nuovi. È importante sapere come muoversi e come comunicare, sia in forma scritta che in forma orale.

Come preparare la traduzione di un contratto internazionale

Generalmente per il commercio internazionale, si usano sempre contratti CCI predisposti della Camera di Commercio Internazionale come modello di riferimento, che poi vengono eventualmente sottoposti a revisione o adattamenti specifici a seconda del caso e del paese di destinazione. In alternativa si fa riferimento al formulario ECE/ONU, alle condizioni ORGALIME o al modello UCIMU. Data la varietà di formulazione del contratto, al suo interno va sempre indicato quali siano i quadri normativi da prendere in considerazione.

Un contratto internazionale sancisce un accordo tra due o più parti, che devono rispondere a obbligazioni previste dai sistemi giuridici coinvolti e dal diritto commerciale internazionale affinché si possano realizzare transazioni a norma di legge.

Naturalmente, essendovi coinvolti paesi e lingue diversi, la prima cosa da fare sarà effettuare la traduzione del contratto da inviare. La traduzione di un contratto non è una semplice traduzione automatica. Quanto più, una traduzione ufficiale che deve rispettare in primis i contenuti del documento iniziale affinché trattenga validità legale, e in secundis le normative e le regolamentazioni giuridiche dei paesi coinvolti.

La trattativa inizia con la proposta di un contratto, cioè una proposta commerciale che il venditore presenta alla controparte, specificandone all’interno tutte le condizioni e i termini inerenti un possibile accordo commerciale. La controparte riceve la lettera di offerta ed è invitata a prenderne atto e a proporre nuove condizioni da concordare in vista di un futuro incontro vis-à-vis.

Contenuti del contratto internazionale

Il contratto lascia spazio al suo interno a una concisa presentazione dell’azienda venditrice, così come di quella destinataria. Di queste due verranno indicate, su carta intestata, denominazione o ragione sociale, logo, indirizzo, contatti telefonici e email, fax e sito web. Tutti questi elementi è bene che vengano anche localizzati. Con localizzazione di un contratto, intendiamo che nulla viene lasciato “al naturale” o al caso: di norma – per quanto difficile e a volte impossibile – anche i nomi propri in lingua originale vengono affiancati dal loro corrispondente tradotto nella lingua di riferimento, per agevolare la comprensione dell’interlocutore.

Viene inoltre indicato nel contratto il motivo dell’avanzamento dell’offerta contrattuale, come la presentazione di un nuovo prodotto di cui verranno inviate brochure e manuali di prodotto o un invito a visitare l’azienda venditrice o il sito ufficiale. E ancora, la volontà delle parti, termini di resa, tempi di consegna, condizioni di pagamento e modalità di risarcimento, e una serie di altre clausole contrattuali.

Caratteristiche del contratto internazionale

Il contratto deve essere esaustivo – data la differenza culturale, linguistica e di usi e costumi, inevitabile tra i soggetti coinvolti nella negoziazione – e organico – in quanto le clausole, dei due sistemi giuridico-commerciali, non possono contraddirsi una con l’altra, quanto più risultare armonicamente in equilibrio. È importante inoltre che il contratto sia chiaro e conciso nella formulazione dei termini commerciali e tecnici, in tutte le lingue previste per la traduzione certificata del contratto. Ad esempio, è bene ricordarsi di gestire i cosiddetti false friends (tipo in inglese counterpart, controparte/copia) e di definire i corretti termini giuridici nella traduzione di un contratto da lingua a lingua.

Quale lingua scegliere per la traduzione di un contratto?

La lingua anglosassone viene ampiamente utilizzata nel campo della corrispondenza e della contrattualistica internazionale. Tuttavia, il rischio nello scegliere unicamente l’inglese come lingua veicolare, spesso estranea a entrambe le parti coinvolte del contratto, è il potenziale insorgere di equivoci spiacevoli e fraintendimenti dovuti a interpretazioni arbitrarie e contrastanti.

La soluzione più pertinente sembra proprio quella di redigere e tradurre il contratto nelle lingue di interesse, e eventualmente aggiungere anche quella inglese come “intermediaria”. La validità legale viene attribuita egualmente ai due (o più) contratti – salvo specificato diversamente in una delle clausole contrattuali.

Affinché però non ci siano problemi di incongruenza o di interferenza, a livello normo-giuridico e di contenuti, è importante che la corrispondenza e la conformità dei testi vengano rispettate. Per questo, la traduzione di un contratto va effettuata da un traduttore bilingue esperto in materia giuridico-commerciale.

Non tanto il fattore culturale, quanto più la norma e la legge applicabile dei paesi coinvolti devono essere conosciute a menadito da chi trascrive e traspone in lingua i contenuti del contratto originale. La mancanza di una corretta conoscenza dell’ambito legale provocherebbe danni irreparabili in campo legale per l’azienda stessa e per il traduttore.

Quali precauzioni prendere?

Certamente affidarsi a agenzie di traduzione certificata come LingoYou e a traduttori esperti qualificati in materia di contrattualistica internazionale.

Accordare sin dall’inizio un tribunale statale (del proprio paese o del paese della controparte) oppure un lodo arbitrale di competenza che possano intervenire nel caso di dispute e controversie.

Ufficio Stampa LingoYou

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